Dio mi guardi dagli amici...
Malamente tradotto dal
WSJ del 18 settembre:
La "offesa missilistica" di Obama
In questi giorni è meglio essere un avversario degli USA piuttosto che un loro amico
Il Presidente Obama ha promesso che l'America avrebbe conquistato amici dove, con George W. Bush, aveva antagonisti. La realtà è che gli USA stanno lavorando sodo per creare antagonisti dove prima avevano amici.
Questa è la conclusione da trarre dalla decisione di ieri del Presidente Obama di stracciare l'accordo di difesa missilistica che l'Amministrazione Bush aveva negoziato con la Polonia e la Repubblica Ceca. Entrambi i governi hanno preso enormi rischi politici - incluse le ire del loro ex sovrano russo - per andare in contro agli USA, che volevano il sistema a difesa di possibili attacchi missilistici iraniani. Non aspettatevi che a breve alcuno dei due governi segua ancora la guida Americana.
"Se, nel futuro, l'Amministrazione ci approcciasse con una richiesta, io mi ci opporrei vigorosamente" - ha detto all'Associated Press Jan Vidim, un parlamentare conservatore Ceco che ha votato per il sistema difensivo.
La Casa Bianca giustifica la sua decisione sostenendo di avere nuovi dati di intelligence che mostrano come le capacità iraniane di avere missili a lungo raggio non siano così progredite come prima si credeva.
Siamo tutti d'accordo per disporre intercettori in grado di fermare missili iraniani di qualunque raggio. Ma è difficile dare credito alla tesi dell'Amministrazione, non per ultimo perchè le nostre fonti ci hanno detto che già a febbraio l'Amministrazione era preparata ad abbandonare quei siti - molto prima che, a quanto si dice, fosse disponibile la nuova fonte di notizia d'intelligence.
E' anche difficile far quadrare la valutazione ottimistica dell'intelligence con il lancio iraniano, riuscito a maggio, del missile a combustibile solido Sejil. Con un raggio stimato di 1560 miglia, il Sejil potrebbe trasportare un carico utile di una tonnellata fino a Varsavia. Questo non può essere di conforto quanto l'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica sta ora dicendo che l'iran ha "sufficienti informazioni" per costruire una bomba atomica e anche che "supererà i problemi" legati al suo sistema di trasporto.
La ragione più verosimile dell'amministrazione per liberarsi degli intercettatori è che spera di guadagnare il voto della Russia in Consiglio di Sicurezza ONU per sanzioni più dure all'iran. Forse i Russi hanno segretamente concordato ad un tale scambio, anche se in pubblico sono stati rapidi nello smentirlo, in base alla decisione di ieri [Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha detto testualmente: “Non penso che queste sanzioni saranno approvate dal Consiglio di Sicurezza” n.d.BK].
Come ha fatto notare il leader dell'opposizione russa Garry Kasparov, il Kremlino di Vladimir Putin beneficia a tenere la crisi a cuocere a fuoco lento, poichè la minaccia di una crisi nel Medio Oriente fa crescere i prezzi dell'energia e contemporaneamente mette a rischio gli interessi degli Stati Uniti. Alla Russia piace anche dosare con il cuchiaino da tea l'aiuto diplomatico in sede ONU in cambio di concrete concessioni dell'Occidente. Questa volta la concessione è stata la difesa missilistica. La prossima volta, magari, l'Occidente può essere sedotto a scambiare il governo filo occidentale della Georgia, o magari dell'Ucraina.
E' difficile che questa sia una paura infondata. E' stato il destino dei paesi dell'Europa centrale ed orientale essere trattati come merce di scambio nei progetti dei loro vicini più forti. Si supponeva che la loro inclusione nella NATO e nell'Unione Europea avrebbe sepolto quella storia, ma la nuova confidenza della Russia, incluse la sua volonta di tagliare i rifornimenti energetici d'inverno e di invadere la Georgia l'anno scorso, stanno riaccendento vivide paure. I politici in Varsavia hanno sicuramente notato che il Presidente Obama ha messo da parte il sistema missilistico a 70 anni dal giorno in cui l'Unione Sovietica invase la Polonia, come parte del patto Molotov-Ribbentrop con la Germania nazista.
La decisione americana mina anche la credibilità dell'ombrello USa di difesa nucleare. L'Amministrazione Bush aveva provato a sviluppare un nuovo assetto di difesa globale in parte per assicurare gli alleati che non avrebbero avuto bisogno di un proprio deterrente nucleare, anche se regimi canaglia cercano armi nucleari e i missili per trasportarle. L'inversione di rotta americana sull'Europa dice agli altri paesi che non possono contare sugli Stati Uniti, così è meglio seguire la via israeliana e sviluppare le proprie armi e difese. Allo stesso modo, tutto questo rende la costa occidentale degli Stati Uniti meno sicura; il sistema di terra in Alaska e in California copre l'Est, ma a malapena. I siti polacchi e cechi servivano per fornire protezzione aggiuntiva.
Il ribaltone europeo è in continuità con l'andazzo del signor Obama di corteggiare gli avversari e schiaffeggiare gli alleati. La sua Amministrazione ha cercato relazioni più calde con l'Iran, la Birmania, la Corea del Nord, la Russia e perfino con il Venezuela. Ma ha iniziato una lotta commerciale con il Messico e il Canada, messo in discussione trattati con la Colombia e la Corea del Sud, combattuto con Israele sugli insediamenti in Cisgiordania, ignorato il Giappone nel decidere di discutere con la Corea del Nord, e sanzionato l'Honduras per la colpa di aver resistito alle intromissioni del Venezuela di Hugo Chavez.
Ci ricordiamo della mesta battuta - dello studioso Bernard Lewis - secondo la quale il problema del diventare amici degli Stati Uniti è che non sai mai quando quelli si spareranno sui piedi.